Immagini del tempo passato. Una raccolta toscana di dipinti antichi, a cura di Marco Fagioli e Francesca Marini, Capalbio, Palazzo Collacchioni, 28 agosto - 11 settembre 2005, cat. pp. 54, 55, n. 17, illustrato a colori.
Il confronto tra le opere trascritte in incisioni da Dorigny, di cui Vouet sarà talmente soddisfatto da fornirgli un contratto "pour ouvrages de peintures et planches" e addirittura promettergli la mano di sua figlia proprio alla fine del 1640, e i dipinti a cui si riferiscono, vede Michel Dorigny proporre in maniera assolutamente puntuale e coincidente quanto rappresentato da Vouet, senza tradurre in controparte il modello, come talvolta avveniva in questi casi. E proprio in accordo con quanto testimoniato dalle incisioni di Dorigny, si colloca anche questa Santa Margherita che differisce dall'incisione esclusivamente per l'assenza di alcuni dettagli, quali per esempio sono la corona d'alloro e la lunga piuma che reca l'Angelo che cala dal cielo al centro della stampa. Considerato inoltre che il quadro di Simon Vouet con Santa Margherita, che secondo l'incisione entro il 1639 si trovava presso i Padri Minimi a Parigi, è attualmente disperso, la presentazione di questa versione dell'opera costituisce una testimonianza ancora più preziosa del lavoro del grande e variegato "atelier" dell'artista.
Bibliografia di riferimento: J. Thullier, B. Brejon de Lavergnée, D. Lavalle, Vouet, Parigi, 1990;
Simon Vouet, Actes du colloque international, a cura di S. Loire, Parigi, 1992.