Olio su tela,
cm 49x30
Firma in alto a sinistra: O Ghiglia.
Storia
Asta Pandolfini, Firenze, 20 maggio 1978, n. 80;
Asta Pandolfini, Firenze, 4 febbraio 1980, n. 70;
Collezione privata
Esposizioni
Proposta per una mostra di dipinti dell'Ottocento, a cura di Mario Panconi, Pisa, Galleria Bagno di Nerone, 1977, cat. n. IX;
Oscar Ghiglia, a cura di Alessandro Marabottini e Vittorio Quercioli, Prato, Farsettiarte, 19 settembre - 20 ottobre 1996, cat. pp. 146, 287, n. 82, illustrato a colori.
Bibliografia
Luca Lualdi, Gianni Rizzoni, Ottocento. Catalogo dell'arte italiana Ottocento-primo Novecento, n. 40, Metamorfosi, Milano, 2011, p. 277, n. 40;
Leonardo Ghiglia, Stefano Zampieri, Oscar Ghiglia. Catalogo generale. Dipinti, Silvana Editoriale - Istituto Matteucci, Milano - Viareggio, 2022, p. 290, n. 358.
È uno dei numerosi dipinti dedicati da Ghiglia a membri della sua famiglia. Realizzato a Castiglioncello nel corso della seconda metà degli anni Dieci, ritrae il figlio Paulo in atteggiamento annoiato e vagamente a disagio per la staticità della posa, simile a quella de Il pescatore eseguito in questi stessi anni. La diffusa penombra che sembra erodere la scena è rischiarata soltanto dal bianco candido della maglietta del ragazzo, che attira e riflette la scarsa luce dell’ambiente; il libro vermiglio, a cui Paulo si mantiene prudentemente aggrappato, è caricato di una consistenza “tattile” che stabilizza e trattiene l’immagine, altrimenti adombrata e quasi renitente. La persiana verde che funge da quinta permette un effetto di parziale controluce, impiegato da Ghiglia anche in altri ritratti eseguiti a Castiglioncello, proteggendo l’intimità dell’ambiente dall’affocata luminosità del pomeriggio estivo.