I motivi pittorici che riproducono le diverse specie botaniche, individuate dai nomi in lingua latina dipinti in nero al verso di ogni pezzo, sono rifiniti da importanti bordure a più ordini. A partire dall'interno dei manufatti troviamo una sequenza di piccole riserve rettangolari dorate intervallate da minuscoli fiori che riprendono le cromie del decoro centrale. Procedendo verso l'esterno troviamo una perlinatura a rilievo ed una sequenza di rametti in riquadri, tutte dorate. Piatti, insalatiere e piatti da portata presentano l'orlo seghettato a minuscoli dentini dorati. Le prese sono modellate a ramoscelli con fiori realisticamente resi in policromia.
Composto da: 26 piatti piani (cm 25,5 ø), 14 piatti fondi (cm 22 ø), 14 piatti frutta (cm 22 ø), 1 zuppiera grande (cm 24x29x24), 1 zuppiera media (cm 17x23,5 ø), 1 legumiera (cm 18x39x31), 3 piatti da portata ovali (cm 46,5x35,5, cm 39,5x31 e cm 35,5x27,5), 1 piatto da portata rotondo (cm 33 ø), 1 piatto ovale (cm 26,5x22), 3 vassoietti ovali con manico (1 di cm 23x20 e 2 di cm 22x16), 1 vassoietto rettangolare (cm 29x22), 1 vassoietto triangolare (cm 28x26), 2 ciotole (cm 10x23 ø e cm 6x23 ø), 1 ciotola quadrata (cm 7x22x22), 1 alzatina (cm 12 h), 1 cestina traforata (cm 8,5x25x18,5), 1 salsiera (cm 14x23x16), 1 rinfrescatoio (cm 17x27x17), 1 coperchio per pesciera (cm 36x24,5).
Anni Settanta.
La storia di Flora Danica inizia nel 1752 quando Federico V re di Danimarca e Norvegia, nell'ottica illuminista di creare un'Enciclopedia Botanica, commissiona a Georg Christian Oeder il compito di redigere una raccolta di tutte le piante del regno.
Tra il 1761 e il 1771 Oeder pubblica dieci libretti, ognuno con sessanta stampe in rame, e nei decenni successivi tale lavoro verrà ulteriormente arricchito dai suoi successori, arrivando a vantare una collezione di 3.240 motivi floreali e vegetali che prenderà il nome di Flora Danica.
Questo grande lavoro commissionato dalla corona danese verrà ammirato in tutta l’Europa ed è considerato uno dei capolavori della cultura illuminista.
Tra il 1788 e il 1789 la Russia è in guerra contro la Svezia, e la Danimarca è impossibilitata ad aiutare militarmente l’alleato russo. Per il mancato appoggio bellico e per rientrare nelle grazie della zarina Caterina II, una delle figure più importanti della cultura illuminista, nonché grande collezionista di porcellane, nel 1790 il re danese Cristiano VII decide di commissionare alla Fabbrica Reale un grandioso servizio in porcellana decorato con le ormai celebri stampe della Flora Danica del botanico Oeder.
La commissione della prima Flora Danica ha l’obiettivo di creare un servizio di porcellana che darà lustro al Regno di Danimarca e di dimostrare le abilità artistiche e tecniche della nazione.
La realizzazione di questo ambizioso progetto è assegnata unicamente a Johann Christoph Bayer, che aveva contribuito alla creazione dei volumi di Flora Danica alcuni anni prima.
Bayer lavora nella Manifattura Reale Danese di Porcellana di Købmagergade per 12 anni, durante i quali produce la maggior parte dei pezzi di porcellana che compongono il servizio.
Nel 1802 il principe ereditario interrompe la produzione. Il servizio contava 1600 pezzi, ma non lascerà mai la Danimarca in quanto la zarina era deceduta alcuni anni prima.
Sono passati più di 225 anni da quando i soggetti delle vecchie stampe in rame sono stati dipinti su porcellana e consegnati alla famiglia reale. Oggi l’originale Flora Danica è uno dei più importanti tesori culturali danesi. Entrambi visti come un tributo sempre rilevante alla natura della Danimarca e l’esempio più raffinato di design e artigianato danese.
La prima edizione Flora Danica è oggi esposta al Castello di Rosenborg, al Castello di Christiansborg e al Palazzo di Amalienborg.